Giardini pensili: la posa della guaina antiradice

Sistemi-antiradice

L’apparato radicale delle nostre amiche piante è di fondamentale importanza per il loro sviluppo e per questo deve essere agevolato ogni accorgimento atto alla loro corretta crescita. Dal punto di vista strutturale, però, per i giardini pensili gli organi ipogei possono rappresentare un pericolo in quanto essi sono in grado di provocare danni fisici all’impermeabilizzazione che aprono la strada ad infiltrazioni d’acqua e che, a lungo andare, indeboliscono la soletta. Da qui la corretta prassi di apporre al di sopra dello strato impermeabilizzante, o conglobato in esso attraverso l’utilizzo di speciali additivi, speciali guaine in grado di interferire con l’invadente espansione delle radici. Tale accorgimento deve essere considerato sia nel caso di giardini pensili “estensivi” che nel caso di giardini pensili “intensivi”, nonché sia per grosse piante che per esemplari più piccoli ed erbacei ma dotati di profondi e fittamente diramate appendici radicali. Le guaine antiradice possono essere composte da bitume arricchito con speciali additivi chimici o maglie di fili di rame (guaine bituminose) o composte da polimeri lunghi (guaine in caucciù o sintetiche in PVC). Qualora decidessimo di inverdire uno spazio secondo i canoni estensivi (cioè scegliendo una vegetazione di altezza massima di 50 cm circa, scarso spessore di substrato, vegetazione resistente, colonizzatrice e richiedente pochissima manutenzione, la cui funzione è di semplice protezione ecologica dello stabile) ed avessimo acquistato delle guaine impermeabilizzanti non antiradice, quest’ultime devono essere protette da fogli generalmente poli-etilenici (guaine antiradice) a loro volta ricoperti da eventuali feltri di protezione dai danni meccanici e ritenzione idrica. Il metodo di posa di questa tipologia di guaine non prevede, in questo caso, alcuna saldatura ma una semplice sovrapposizione tra fogli contigui di almeno 1,5–2,0 metri. Il successivo strato di protezione sarà posato al di sopra della guaina antiradice facendo in modo che i singoli fogli si sovrappongano lateralmente l’uno all’altro per una lunghezza di circa 10-15 cm. Nel caso, invece, della scelta di un tipo di inverdimento “intensivo”, caratterizzato da uno spessore maggiore del substrato, vegetazione a forte sviluppo radicale e aereo e richiedente un maggiore grado di manutenzione (graminacee, tappeti erbosi, piante e fiori vivaci e/o arbusti), bisognerebbe rivolgere la propria scelta nei confronti di guaine in PVC i cui fogli vengono posati uno affianco all’altro in modo da assicurare una sovrapposizione laterale di almeno 5 cm. Tali lembi verranno in seguito attentamente saldati (a caldo con saldatrici o a freddo con solventi chimici) al fine di assicurare una perfetta tenuta all’acqua ed, ovviamente, alle radici. Come nel caso precedente si provvederà a ricoprire il telo antiradice con il feltro di protezione dai danni meccanici e ritenzione idrica, utilizzando gli stessi accorgimenti descritti nel caso dell’inverdimento estensivo.

Scritto in collaborazione con Dott. Agr. Gemma Alessandro

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