Distacco dal riscaldamento centralizzato condominiale

caldaia

Domande ricorrenti di un condomino: è possibile distaccare il proprio appartamento dall’impianto di riscaldamento centrale se non si vuole più  usufruire di tale servizio? Quali sono le spese a cui bisogna partecipare?Fino a non molto tempo fa, la giurisprudenza vietava il distacco del singolo appartamento dall’impianto di riscaldamento centralizzato, in quanto il secondo comma dell’art. 1118 c.c. disponeva inderogabilmente l’impossibilità di un condomino a sottrarsi al contributo delle spese che la cosa comune impone e al relativo servizio. Attualmente, però, la situazione legislativa è cambiata. Nella seduta del 26 gennaio 2011, il Senato approva il disegno di legge di iniziativa parlamentare n. 71 recante “modifiche alla disciplina del condominio negli edifici” e che prevede, fra l’altro, la modifica al principio di non rinunziabilità del diritto sulle cose comuni. Il nuovo articolo 1118, intitolato “diritti dei partecipanti sulle parti comuni”, dispone, confermando quanto già stabilito in precedenti sentenze della Cassazione, che la rinuncia unilaterale al riscaldamento condominiale operata dal singolo condomino mediante il distacco del proprio impianto dalle diramazioni dell’impianto centralizzato è legittima quando l’interessato dimostri che, dal suo operato, non derivano né aggravi di spese per coloro che continuano a fruire dell’impianto, né squilibri termici pregiudizievoli per la erogazione del servizio (Cass. n. 6481 del 22 marzo 2011, Cass. n. 5974 del 25 marzo 2004). L’assenza di squilibri termici e di aggravio di spese per gli altri condomini può essere verificata da un tecnico specializzato mediante una perizia da inviare all’amministratore e da conservare agli atti del condominio. L’assemblea condominiale, però, può anche autorizzare il distacco dall’impianto comune sulla base di una propria autonoma valutazione, senza la necessità di avere la relazione di un tecnico. La Cassazione, inoltre, precisa che “la delibera assembleare che, pur in presenza di tali condizioni, respinga la richiesta di autorizzazione al distacco è, invero, affetta da nullità, e non da annullabilità, per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune” (Cass., S.U., n. 4806 del 2005). Se non si riscontrano, invece, le condizioni richieste per effettuare il distacco, per concedere comunque l’autorizzazione occorre il consenso unanime di tutti gli altri condomini. Essersi distaccato dall’impianto centrale di riscaldamento non esonera il condomino dal contribuire alle spese di conservazione e di manutenzione straordinaria dell’impianto di cui il condomino resta pur sempre proprietario, essendo questo un bene comune come indicato dall’articolo 1118 c.c.; al contrario, non è tenuto a pagare le spese relative al consumo in quanto non usufruisce del servizio, né quelle relative alla ordinaria manutenzione (Cass. n. 6481 del 22 marzo 2011, Cass., n. 7708 del 29 marzo 2007; Cass., n. 7518 del 30 marzo 2006; Cass. n. 5974 del 25 marzo 2004).

Avv. Russo Giuseppina

Be Sociable, Share!

Comments are closed.

Powered by GM4Web
Testata giornalistica dedicata al settore casa
registrata al Tribunale di Napoli al n. 59 del 23/10/2012
Media Azione Sas / P.IVA 06825971218
L’utilizzo parziale o totale dei contenuti del sito è vietato senza l’autorizzazione scritta della proprietà.