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La durezza dell’acqua: come si misura?

La durezza dell’acqua viene calcolata in base al contenuto complessivo di sali di magnesio e di calcio presente all’interno del liquido. È un dato di fondamentale importanza, trattandosi di due sostanze quasi per nulla solubili che, depositandosi nei circuiti relativi all’acqua calda, possono generare spiacevoli incrostazioni. La durezza influisce anche molto sui lavaggi.

Spieghiamo dunque nel dettaglio cos’è la durezza dell’acqua e come misurarla.

La durezza dell’acqua: totale, temporanea e permanente

Per calcolare la durezza totale dell’acqua è necessario sommare la durezza temporanea e la durezza permanente. Ma parliamo di entrambe nel dettaglio:

  • La durezza temporanea è data dalla presenza del bicarbonato di magnesio Mg(HC03)2 e del bicarbonato di calcio Ca(HCO3)2. Per eliminarli entrambi occorre riscaldare l’acqua; questo fa abbassare i livelli di anidrite carbonica CO2 facendo sì che si formino carbonati, i quali, essendo molto poco solubili, tendono a precipitare.

Solo grazie ad alti livelli di CO2 libera il bicarbonato rimane stabile, in caso contrario la sua instabilità lo fa separare generando il carbonato insolubile che, precipitando, causa l’incrostazione.

Ecco la formula: Ca(HCO3)2 ⇔ CaCO3 ¯ + CO2 ­+ H2O

  • La durezza permanente è data dalla presenza di sali di magnesio e di calcio cloruri e solfati, i quali non si sciolgono riscaldando l’acqua e per questo non sono causa di incrostazioni.

L’unita di misura

Come si misura la durezza dell’acqua? L’unità di misura della durezza più diffusa nel mondo è quella in gradi francesi (°F), ma esistono Paesi in cui valgono quelli inglesi (°I) oppure ancora quelli tedeschi (°dH)

I fattori di conversione tra le diverse unità di misura della durezza dell’acqua sono i seguenti:

1°F =0.70°I = 0.56°dH = 4.008mgCa2+/ lH2O = 10mgCaCO3/ lH2O = 10ppmCaCO3/ lH2O

Per fare un esempio, la durezza dell’acqua piovana non supera 1°F, e a questo si deve la sua dolcezza. Altre tipologie di acqua, come quelle sotterranee, sono invece molto più dure, arrivando a superare anche i 50°F, poiché molto dipende dal tipo di terreno in cui scorrono.

Anche per questo i valori della durezza dell’acqua in Italia variano da regione a regione: solitamente, le acque della Calabria e dell’Italia Centrale sono quelle più dure (40°F), quelle del Piemonte e della Liguria raggiungono una durezza media (20°F), mentre quelle del Friuli risultano come le più dolci.

Non esiste un limite superato il quale la durezza rappresenta un ostacolo per il consumo umano dell’acqua. La legislazione, in linea generale, afferma che i valori ideali dovrebbero rientrare tra i 15 e i 50°F.

In che modo può incidere sulla qualità del lavaggio

Quanto incide la durezza (e quindi la quantità di magnesio e di calcio presente nell’acqua) al momento del lavaggio? Molto. Essa deve infatti essere parecchio bassa, se si vogliono ottenere dei buoni risultati per effettuare un comune lavaggio sia di superfici che di indumenti.

Anche per questo tantissimi detergenti e detersivi reperibili in commercio possiedono ingredienti (come il carbonato di sodio e la zeolite) in grado di contrastare una durezza eccessiva dell’acqua. Per sapere quanto detersivo utilizzare in base alla durezza, potenziando eventualmente l’azione degli ingredienti, è sempre bene consultare l’etichetta di tali prodotti con riportati i dosaggi più indicati.