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Trasformare un sottotetto in mansarda: consigli utili anche per il fai da te

Trasformare un sottotetto in una mansarda è un’ottima idea, che non comporta i tempi lunghi di una ristrutturazione e nemmeno costi proibitivi, sopratutto se si dispone di una certa manualità e si riesce a far da soli almeno una parte dei lavori.

Avere una mansarda al posto del sottotetto permette di avere a disposizione un ambiente in più. In genere la zona viene convertita ad ulteriore camera da letto, a studio oppure in bagno, in base alle esigenze dell’abitazione.

Vediamo quali sono i suggerimenti utili per convertire un locale poco sfruttato come il sottotetto, in mansarda.

Progettazione

Per prima cosa bisogna accertarsi che la normativa preveda la conversione in zona abitabile e poi seguire delle semplice regole. Per quanto riguarda la progettazione della mansarda, la prima cosa da considerare sono le altezze. Per ottenere l’abitabilità, l’altezza media richiesta è di 2,40 metri, che si riduce a 2,20 metri per le zone guardaroba o bagno. Per questo ti consiglio di minurti di strumenti di misura laser, puoi trovarli a questa pagina sul sito heycasa.it, per effettuare misurazioni altrimenti difficili da prendere con precisione.

Le misure che ho indicato sono quelle più comuni, anche se in zone montane le altezze medie sono più basse. La normativa in materia cambia da regione a regione, perciò dovrai informarti nello specifico sulle altezze minime consentite nel recupero dei sottotetti nella tua località.

Aggiungere finestre per tetti

La prima cosa da fare è prevedere punti luce che solitamente mancano in un sottotetto. Si tratta di una scelta quasi obbligata per ricevere la luce naturale. Aprire una finestra sulla copertura assicura una quantità di luce maggiore nell’ambiente rispetto a quella che può entrare da una finestra tradizionale.

La legge impone che in una stanza ci sia il fattore medio di luce diurna di almeno il 2%, per cui le superfici vetrate non possono essere inferiori a 1/8 dei pavimenti. Le finestre sono fondamentali anche per garantire un sufficiente ricambio d’aria.

L’illuminazione naturale permette di beneficiare di un notevole risparmio energetico, perché avrai bisogno di accendere le lampadine molto più tardi. Per l’apertura di una finestra per tetti bisogna richiedere al proprio Comune il permesso di costruire o SCIA, allegando il progetto della ristrutturazione.

Isolamento del tetto

Una volta ottenuti tutti i permessi e installate le finestre, è il momento di pensare all’isolamento termico del tetto, sia per contrastare il freddo invernale che il caldo in estate. E’ il caso di predisporre tutto ciò che serve per isolare al meglio l’ambiente, in modo da poterlo vivere piacevolmente tutto l’anno. Il tipo di isolamento sarà diverso a seconda del clima del luogo in cui si vive. Solitamente vengono utilizzati rotoli di lana di vetro o simili, che vanno srotolati fra le travi portanti (solitamente le misure permettono di predisporli ad incastro fra queste), che costituiscono la struttura principale del tetto.

Prima di questa operazione è però importante isolare il tetto dalle infiltrazioni d’acqua, perciò fra le tegole e lo strato isolante andrà predisposta un’apposita busta impermeabile in grado di fermare l’acqua, qualora dovesse riuscire ad infiltrarsi attraverso tegole vecchie e rovinate.

Scelta del tipo di riscaldamento

A questo punto con l’isolamento del tetto e l’installazione delle finestre non resta che rendere l’ambiente più vivibile passando alla posa del pavimento. Prima di scegliere il tipo di pavimento è però il momento di pensare al riscaldamento che si utilizzerà per riscaldare la stanza. Se la scelta dovesse ricadere per esempio su riscaldamento a pavimento, è ovvio che prima della posa di quest’ultimo, sarà necessario provvedere alla posa dei tubi che irraggieranno il calore per tutta la casa.

La scelta di questo tipo di pavimento renderà comunque abbastanza probabile la scelta di un parquet laminato, leggero, economico, facile da posare anche fai da te e uno dei migliori per poter beneficiare di questo tipo di riscaldamento.

Rinnovare il pavimento

Se la scelta dovesse ricadere su un altro tipo di riscaldamento, ci si può orientare comunque sul legno, materiale isolante per eccellenza, che trasmette calore e comfort, oltre che ovviamente sullo stesso laminato, non fosse altro per la facilità di posa, che permetterebbe di risparmiare anche sui costi ad essa legati.

Nel caso il fondo sia grezzo, si può installare un pavimento a posa rapida che richiede poco tempo. Se il pavimento è già esistente ma comunque da sostituire, si può ricorrere ad un nuovo rivestimento da incollare sopra, risparmiando così sulla demolizione.

Potrebbero sorgere problemi legati allo spessore del pavimento qualora ci fossero porte, cosa che non si verifica, se non magari per il bagno, se l’ambiente è un open space. In mansarda una soluzione estetica molto gradevole è ricoprire i pavimenti con i tappeti. Regalano calore e colore alla stanza e sono anche ottimi isolanti acustici.

Dividere gli ambienti

Molto spesso quello della mansarda è un ambiente aperto, privo di muri divisori, tuttavia può essere necessario avere ambienti che è possibile chiudere, come per esempio il bagno. In questo caso si può ricorrere alle pareti in cartongesso, utili in una mansarda anche per creare nicchie, muretti e pareti attrezzate, utili e belle da vedere. Un’altra idea è quella di creare una parete divisoria in legno che può essere utilizzata con doppia funzione: armadio nella zona notte e libreria in quella giorno.

Le pareti vanno poi dipinte, preferibilmente con colori chiari o in bianco, in modo da rendere luminosa e far sembrare più ampia anche una mansarda piccola. Usare tonalità chiare anche su arredi e pavimenti dona la sensazione di un ambiente caldo e confortevole. Chi invece non ama colori spenti può optare per un colore intenso e brillante su una sola parete, in modo da rivitalizzare l’ambiente e renderlo vivace.

Nascondere i cavi elettrici

Far passare i cavi elettrici senza che siano visibili o senza fare fori nei muri può essere un problema ma ci sono soluzioni anche per questo. Alcuni scelgono di lasciarli a vista, come una sorta di decorazione aggiuntiva.

Il sistema migliore per evitare di vederli correre nell’ambiente è quello di usare dei battiscopa che così avrebbero una doppia funzione. Solitamente infatti, il riscaldamento a battiscopa è molto utilizzato nelle mansarde. Si fa passare il cavo fino a dove si desidera portarlo e poi si inseriscono delle prese elettriche appena sopra o all’interno della canalina.

Arredare una mansarda

L’arredamento di una mansarda è probabilmente la parte più difficile da dover affrontare, sopratutto se il tetto poggia su una parete orizzontale molto bassa, che per motivi logisitici ed economici non è stata rialzata (perché avrebbe significato rifare completamente il tetto). Questo vuol dire che non essendoci praticamente pareti verticali, più i mobili saranno alti (pensiamo agli armadi) più si creerà un distanziamento a terra, formando un enorme spazio vuoto dietro il mobile, oltre che un brutto effetto estetico.

Perciò sarà inutile guardare i volantini dei vari mobilifici nella cassetta della posta, perché già è difficile adattarli per una mansarda con pareti rialzate ad un metro, figuriamoci con pareti verticali di pochi centimetri.

Quindi per arredare una mansarda avrai bisogno di mobili su misura e probabilmente arriverà un momento in cui proverai ad assemblarli da solo. Ci sono centri bricolage come Obi, che realizzano i pezzi dei mobili in base a progetti e misure richiesti, che potrai mettere insieme da solo con avvitatori e viti per legno. Se disponi invece anche di un minimo di attrezzatura e sei un hobbista abbastanza bravo, ovviamente potrai realizzare tu stesso i mobili per la mansarda.

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